Catalogo

Una scimmia in inverno

20,00 

Sembra che in Cina, o nelle Indie, quando arrivano i primi freddi delle piccole scimmie compaiano nei luoghi più impensati. Sono arrivate lì per curiosità, per paura, per disgusto, e ora non sanno più come tornare nelle loro foreste. Così, poiché gli abitanti locali credono che esse abbiano un’anima, si ingegnano per trovare il modo di «rimpatriarle», lì dove ci sono le loro abitudini e le loro amicizie… Anche il giovane Fouquet soffre di quella stessa sindrome: è arrivato fuori stagione e apparentemente senza un motivo, in una cittadina della Normandia, Tigreville, ha preso alloggio in un albergo che non ha altri clienti, è separato, è solo, è alcolizzato.
Quentin, il vecchio proprietario, lo riconosce al primo sguardo perché è come lui, fa parte di quegli emarginati della società e della vita per i quali il bere non è un vizio, ma il tentativo di colorare l’esistenza, di renderle il suo senso più vero. L’alcol è in grado di riportare Fouquet in Spagna, lì dove fu felice prima che il suo matrimonio andasse a rotoli: è grazie all’alcol se può praticare l’autoromachia, trasformando una strada in un’arena, una macchina in un toro, la sua giacca in una muleta… Quentin tutto questo lo sa perché c’è già passato e la sua Spagna è stata la Cina della sua giovinezza, quando faceva il militare sulle rive dello Yang-tsè-kiang. Lui poi ne è uscito, ma sa anche che se vuole salvare Fouquet dai suoi demoni deve in qualche modo rimettere in gioco sé stesso.


Traduzione di Vittorio Viarengo

Prefazione di Massimo Raffaeli

Pagine: 160

COD: 9791281674233 Categoria: Tag: , ,

Antoine Blondin

Antoine Blondin, nato a Parigi nel 1922, ebbe grande successo con la pubblicazione della sua prima opera L’Europe buissonnière. I suoi romanzi sono principalmente autobiografici o ispirati a situazioni vere. Ha ottenuto la maggior parte dei premi letterari francesi: il premio Goncourt, il premio Interallié, il premio dei Deux-Magots, il Grand Prix de Monaco, il premio dell’Académie Française e il premio Città di Parigi. Parigi ha un ruolo centrale nei suoi libri: L’humeur vagabonde, Un singe en hiver, Monsieur Jadis, Quat’saisons e l’album fotografico Paris que j’aime. Nella sua opera è particolarmente sensibile il gusto della parola, la ricerca di un vocabolario mobilissimo, di un lessico nel quale prevalgono i termini dal significato ambiguo, le espressioni a doppio senso.

Descrizione

«Al secondo bicchiere, questa volta di vermut, ho sentito rinascere il vecchio desiderio di far conoscenza con gli altri, questo sentimento d’aver molte cose da comunicare e l’illusione che ci si potrebbe arrangiare a vivere se si avesse un margine di sicurezza, dove l’esistenza si riscalda e brilla nelle sue più modeste manifestazioni. Si sostiene che questi alchimisti si riuniscano per ubriacarsi. La verità è che lo stato d’ebbrezza non è l’oggetto delle loro cerimonie estremamente astruse: ne è l’effetto ed il prezzo…»

Antoine Blondin

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