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La costa selvaggia

18,00 

«Scende la sera, il mare si ritira. Una barchetta blu che poco fa ancora fluttuava giace ora di lato. Vicino all’acqua delle pulci di mare brulicano e saltano. Una barca per la pesca alle sardine rientra in porto. Delle famiglie si agitano nella sabbia, qualche bambino si attarda dietro di loro, la testa ancora rivolta verso il mare». È il mare della costa bretone, ora placido e rassicurante, ora travolgente e lunare,
a fare da sfondo all’unico romanzo di Jean-René Huguenin, giovane promessa della letteratura francese, morto in un tragico incidente stradale nel 1962, a soli 26 anni. Il mare è lo specchio dell’anima dei due protagonisti Olivier ed Anne, fratello e sorella, uniti dai ricordi di una giovinezza che sfuma in un futuro oscuro, fatto di distanze e sradicamento. La Bretagna non va mai via, coi suoi calvari agli incroci delle strade, le barche e le chiese silenziose, ma Olivier non riesce ad immaginare la sua vita lontano dalla sorella, destinata a sposare il suo migliore amico, Pierre. La vicenda di un’estate, fatta di ritorni e separazioni, diventa occasione per indagare i tormenti di una generazione cresciuta troppo in fretta, già sazia di futuro, incapace di trovare un senso alla vita adulta che vada oltre i ricordi e le assolate nostalgie. Huguenin travolge nella sua prosa al di fuori degli schemi, fresca ed erotica allo stesso tempo, prende per mano il lettore e gli fa riscoprire l’innocente cinismo della giovinezza che non vuol finire e la fragile bellezza degli istanti eterni e perduti: «poi non udrà più niente, l’odore stesso del mare sparirà, tutta l’estate rifluirà in fondo alla sua memoria. Allora il deserto, il silenzio, il freddo che lo soffocheranno, somiglieranno a quelli che già sentiva spuntare nel cuore delle calde e turbolente giornate di agosto, quando l’acqua del bagno gli pareva più fredda del giorno prima, il sole più pallido, le foglie meno verdi, i giorni meno lunghi, e immaginava il momento in cui sull’oceano imbiancato, sulle ville chiuse, sulla spiaggia dove si sarebbero mossi ormai soltanto gli anelli del portico abbandonato, avrebbe regnato l’inverno bretone».

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Traduzione e prefazione di Marco Settimini

Pagine: 160

Jean-René Huguenin

(1936 – 1962) Nato a Parigi, figlio del rinomato oncologo René, sin dall’età di 20 anni si dedicherà al giornalismo e alla letteratura. Il suo primo e unico romanzo gli valse straordinari riconoscimenti dal milieu letterario francese, da Julien Gracq a Louis Aragon, e fu presto tradotto in diverse lingue. Il 22 settembre del 1962 perderà la vita alla guida di una Mercedes 300sl prestatagli dall’amico Yves Merlin.

Descrizione

«Senza guardare Anne, Olivier la intuisce in piedi sul bordo del molo – i capelli neri, il suo vestito di un azzurro
chiarissimo. Ha di sicuro quel sorriso trasognato e dolente che riserva a coloro da cui si separa, come se già
non contemplasse più il mare, ma il ricordo del mare…»

Jean-René Huguenin

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